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mercoledì 27 novembre 2013

Gli italiani temono il cybercrime ma cambiano password di rado

L'Osservatorio Cermes Bocconi-Affinion ha effettuato una ricerca sul rapporto contraddittorio tra italiani e sicurezza digitale, analizzando un campione di mille persone fra i 18 e i 75 anni.
Dall’indagine, i cui risultati sono stati recentemente diffusi, emerge che in materia di protezione dei dati personali in rete gli italiani sono ancora un passo indietro e la generica e diffusa paura per i pericoli del web (presente soprattutto nei giovani e nelle donne) non va di pari passo (come già emerso in altri recenti studi) con un’adeguata prevenzione, al punto che ben il 67% degli intervistati ammette di non cambiare le proprie password di frequente e solo il 37% si preoccupa di costruirne di complesse. Fatto ancora più allarmante, c’è una scarsa consapevolezza di quanti e quali dati siano riconducibili alla categoria dei “dati personali”, tant’è che solo il 58% include in tale categoria i dati sugli spostamenti.

lunedì 8 luglio 2013

Password: addio nel prossimo futuro?

Pare che il sistema di autenticazione personale attraverso password sia destinato a breve a essere rimpiazzato da metodi più sicuri che non comportino per l’utente un aggravio di sforzi mnemonici.
Attualmente siti come Facebook, Twitter e Paypal offrono già la possibilità – invero poco sfruttata - di un’autenticazione “a due fattori”, che consiste per l’utente nello scegliere di digitare oltre alla password anche un numero, ricevuto tramite SMS o prodotto da un dispositivo hardware, mentre da più parti si fa strada anche l’ipotesi di utilizzare per l’autenticazione i metodi biometrici.
Intanto il consorzio FIDO (Fast IDentity Online), composto da PayPal, Google e Lenovo, sta lavorando alla messa a punto di un hardware "autenticatore" in grado da farsi riconoscere con certezza dai siti: in questo caso l’utente non dovrebbe autenticarsi su ogni singolo sito, ma attivare l’hardware con un PIN all’accensione del computer, sarebbe poi l’hardware ad effettuare il resto del lavoro, ovvero ad accedere su ogni singolo sito.
Il progetto è ancora in nuce ma già scatena i primi commenti: non è ancora chiaro cosa potrebbe accadere in caso di furto dell’hardware e come potrebbe tutelarsi l'utente in un simile frangente.
 

mercoledì 4 luglio 2012

Giudice americano obbliga Twitter a fornire la password di un indagato


A New York un giudice ha imposto a Twitter di fornire la password di un attivista del movimento "Occupy" indagato per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata, con la motivazione che l’accesso ai tweet è consentito e lecito, in quanto scrivendo un tweet si è ben coscienti di diffondere pubblicamente un’informazione o un’opinione (che quindi non si intende mantenere riservata) con tutte le conseguenze che possono seguire. Il caso desta particolare attenzione perché potrebbe fare giurisprudenza. Il rappresentante legale del social network ha dichiarato che richieste di questo tipo da parte delle autorità stanno diventando sempre più frequenti, soprattutto negli Stati Uniti.